UNI/PdR 192:2026: funzionamento, obiettivi e vantaggi.

Aggiornato al
28.10.2026
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Come Up2You può supportare la tua azienda nell'ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026
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Cos’è la UNI/PdR 192:2026


Pubblicata il 14 aprile 2026 dall’UNI (Ente Italiano di Normazione) su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la UNI/PdR 192:2026 è la prassi di riferimento che definisce i requisiti per applicare un sistema di gestione dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Il documento nasce per offrire alle aziende un quadro strutturato per sostenere la genitorialità, il benessere delle persone e la gestione dei carichi di cura (caregiving), integrando questi aspetti nelle normali attività di governance e gestione delle risorse umane.

A differenza di singole iniziative estemporanee di welfare, la prassi propone un modello di lavoro organizzato su obiettivi misurabili, processi di miglioramento continuo e indicatori di prestazione (KPI) sia qualitativi che quantitativi.

Trattandosi di un modello applicabile a qualsiasi organizzazione, pubblica o privata e di ogni dimensione, la prassi si affianca in modo coerente ad altri standard già diffusi sulla sostenibilità sociale, come la UNI/PdR 125 sulla parità di genere, Family audit, il Codice per le imprese in favore della maternità, ISO 26000 e la ISO 30415.

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Quali sono i punti chiave della UNI/PdR 192:2026


L’elemento centrale della UNI/PdR 192:2026 consiste nella capacità di tradurre il concetto di benessere organizzativo in interventi operativi e misurabili. Per raggiungere questo obiettivo, la prassi si sviluppa attorno a sette aree di valutazione, all'interno delle quali ogni organizzazione è chiamata a calcolare e monitorare specifici KPI sia qualitativi che quantitativi.
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  • Organizzazione del lavoro e flessibilità: soluzioni orarie e spaziali per agevolare il bilanciamento tra vita lavorativa e personale.
  • Supporto alla maternità: tutele dedicate alla salute, alla gestione dei congedi e al rientro al lavoro.
  • Supporto alla genitorialità: interventi rivolti a entrambe le figure genitoriali per favorire la condivisione dei compiti di cura.
  • Supporto agli impegni di cura: misure per chi deve assistere familiari anziani, malati o non autosufficienti (caregiving).
  • Salute e benessere: iniziative orientate alla promozione della salute psicofisica delle persone.
  • Sostegno economico e servizi per le famiglie: pacchetti di welfare aziendale, contributi o servizi di supporto dedicati ai nuclei familiari.
  • Sviluppo professionale e continuità di carriera: percorsi volti a garantire pari opportunità di crescita, evitando che le esigenze familiari penalizzino il percorso lavorativo.
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La valutazione di questi indicatori viene effettuata attraverso una verifica periodica che permette all'azienda di misurare con precisione il proprio livello di maturità interno.

Uno degli aspetti più rilevanti della prassi è la sua flessibilità applicativa. La certificazione si adatta infatti a qualsiasi tipo di struttura, dalle aziende private agli enti pubblici, fino alle realtà del terzo settore e alle cooperative, indipendentemente dal settore in cui operano o dalle loro dimensioni. La valutazione dei KPI segue quindi un principio di proporzionalità basato sul profilo dimensionale e sulla complessità dell'organizzazione. A questo scopo, la prassi suddivide le realtà in quattro fasce principali, definendo per ciascuna sia una soglia minima di punteggio complessivo, sia un numero minimo obbligatorio di KPI quantitativi da soddisfare per ottenere la certificazione:
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  • Fascia 1 (Micro): da 1 a 9 addetti, con un punteggio minimo del 50% e almeno 1 KPI quantitativo soddisfatto.
  • Fascia 2 (Piccola): da 10 a 49 addetti, con un punteggio minimo del 50% e almeno 1 KPI quantitativo soddisfatto.
  • Fascia 3 (Media): da 50 a 249 addetti, con un punteggio minimo del 60% e almeno 2 KPI quantitativi soddisfatti.
  • Fascia 4 (Grande): dai 250 addetti in su, con un punteggio minimo del 60% e almeno 2 KPI quantitativi soddisfatti.
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Questo approccio modulare assicura che anche le realtà più piccole possano intraprendere il percorso di certificazione senza doversi far carico di strutture burocratiche sproporzionate, mantenendo la centralità del benessere lavorativo, delle pari opportunità e del work-life balance all'interno del proprio modello organizzativo.

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7 aree valutazione uni pdr 192

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Quali sono i vantaggi della prassi


L’adozione della UNI/PdR 192 offre alle organizzazioni benefici tangibili che spaziano dalla gestione delle risorse umane all'efficienza operativa, fino a importanti incentivi di natura economica. Strutturare le politiche di conciliazione vita-lavoro all'interno di un sistema di gestione verificabile permette infatti di trasformare iniziative spesso frammentate in una leva strategica per la crescita aziendale.

I principali vantaggi legati all'ottenimento della certificazione si articolano su più livelli.
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  • Incentivi economici e fiscali: il Decreto Lavoro (D.L. n. 62 del 30 aprile 2026) introduce per le imprese certificate un esonero dal versamento dei contributi previdenziali INPS fino all’1%, entro il limite massimo di 50.000 euro all’anno per azienda. Con la sottoscrizione del relativo decreto attuativo sono state definite le regole operative: la certificazione ha una validità di 36 mesi, deve essere rilasciata da un organismo accreditato per lo specifico schema e la domanda di accesso allo sgravio va presentata all'INPS esclusivamente per via telematica.
  • Flessibilità e continuità di carriera: l'introduzione di soluzioni come il lavoro agile o la flessibilità oraria facilita il rientro al lavoro post-congedo, tutelando la continuità professionale e la crescita di madri, padri e caregiver.
  • Gestione del personale e attrattività: il miglioramento del clima interno contribuisce ad aumentare la soddisfazione e l'impegno del personale, riducendo al contempo fenomeni come turnover, assenteismo e burnout, con un impatto positivo sulla capacità dell'azienda di attrarre nuovi talenti.
  • Governance e sinergia con altri standard: la presenza di KPI chiari facilita il monitoraggio costante dei risultati e crea un’immediata integrazione con la UNI/PdR 125 sulla parità di genere e con gli standard ESG di sostenibilità sociale.
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Oltre al risparmio economico diretto, la certificazione consente quindi di accrescere il valore reputazionale dell'azienda nei confronti della comunità finanziaria, dei partner commerciali e del personale, dimostrando con dati oggettivi un impegno concreto per il supporto alla natalità e al benessere organizzativo.

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Con noi potrai:

  • analizzare e mappare il contesto aziendale per valutare le attività già presenti in azienda e individuare gli interventi necessari per allinearsi ai requisiti della prassi;
  • calcolare e monitorare i KPI, sia qualitativi sia quantitativi, e raccogliere agevolmente i dati richiesti nelle sette aree di valutazione tramite la piattaforma di Up2You;
  • elaborare la documentazione necessaria per superare con successo l'audit;
  • ricevere supporto nella fase di audit per rispondere correttamente a tutte le richieste avanzate dell'ente certificatore di terza parte.


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