Cos’è la certificazione 9001
La ISO 9001 è lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione per la Qualità (SGQ) più conosciuto e diffuso al mondo. Si tratta di un framework strategico progettato per aiutare le organizzazioni, di ogni dimensione e settore, a ottimizzare le proprie performance, garantendo che i prodotti e i servizi offerti soddisfino costantemente le aspettative dei clienti.
Adottare questo standard significa scegliere una gestione basata sulla trasparenza, sull'efficienza operativa e sul miglioramento continuo, elementi fondamentali per ottenere un vantaggio competitivo in un mercato sempre più esigente.
Lo standard è inoltre in continua evoluzione. La pubblicazione della nuova ISO 9001:2026 è infatti pianificata per settembre 2026.
Questa data segnerà l’avvio di una fase di transizione, durante la quale le aziende dovranno prepararsi a un cambio di approccio da parte degli auditor, che sposteranno l'attenzione dalla semplice documentazione alla dimostrazione concreta di come temi critici, come i rischi climatici e l'integrità dei dati, siano realmente integrati nei processi decisionali.
Come funziona la certificazione ISO 9001
Il funzionamento della ISO 9001 si basa su un metodo dinamico e ciclico che permette all'azienda di autovalutarsi e migliorare costantemente, trasformando la gestione della qualità da un semplice adempimento burocratico a un vero motore di efficienza.
Il cuore pulsante di questo standard è il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act), un approccio sistematico che assicura che ogni attività sia pianificata, eseguita, controllata e ottimizzata.
In vista della futura versione 2026, questo modello sarà ulteriormente potenziato dal Risk-based thinking, ovvero la capacità di prevedere rischi e opportunità prima ancora che si manifestino.
Operativamente, il sistema funziona attraverso una serie di fasi e requisiti gestionali strettamente interconnessi.
L'utilizzo di questo sistema prevede di mappare ogni attività, determinarne la sequenza e le interazioni, e stabilire criteri di controllo certi. Solo attraverso questo monitoraggio costante e l'analisi dei dati è possibile garantire che l'organizzazione non solo mantenga le promesse fatte al cliente, ma riesca anche a ridurre sprechi e costi operativi nel lungo periodo.

Quali sono le novità della ISO 9001:2026
La revisione della ISO 9001 attesa per il 2026 non ribalta l’impianto del sistema qualità, ma ne sposta il baricentro in modo deciso.
La qualità non è più intesa solo come conformità di prodotto, ma come la capacità dell’organizzazione di restare credibile e resiliente in un contesto che cambia rapidamente. Il vero punto di svolta è che clima e sostenibilità smettono di essere fattori "impliciti" per diventare elementi espliciti con cui il Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) deve confrontarsi direttamente.
Per chi vuole mantenere la certificazione, la risposta alle nuove sfide non sarà aggiungere un semplice "capitolo ESG" ai documenti. La norma richiederà di dimostrare concretamente che le dimensioni ambientali, sociali e climatiche entrano nel sistema: dalla lettura del contesto alla valutazione dei rischi, fino alla gestione dei fornitori e degli obiettivi di miglioramento.
In particolare, il cambiamento climatico viene ora trattato come un fattore esterno critico che l’organizzazione deve valutare rispetto alla propria continuità operativa e alle richieste degli stakeholder.
Le 6 implicazioni operative del nuovo standard
Per tradurre queste novità in pratica, l'azienda dovrà affrontare 6 cambiamenti chiave nel proprio modo di operare. Vediamo quali sono.
Una nuova gap analysis
L'analisi non riguarderà più solo processi e indicatori di qualità, ma anche l'uso delle risorse e i fattori di sostenibilità che impattano sulla reputazione e sul prodotto. Sarà necessario mappare dove la sostenibilità cambia i requisiti (materiali, riciclabilità, vincoli regolatori) e dove impatta sulla robustezza del processo (eventi meteo estremi, volatilità dei costi energetici).
Analisi degli stakeholder allargata
Non basta più guardare solo a clienti e fornitori. Le aspettative esterne includono ora attori ESG come finanza, assicurazioni, regolatori e comunità locali. Se questi stakeholder chiedono evidenze, il sistema di gestione deve essere in grado di produrle.
Leadership e governance etica
L’alta direzione viene chiamata a una responsabilità diretta su cultura ed etica. Gli impatti ESG entrano nei temi di governance: durante gli audit, la direzione dovrà rispondere di come le scelte di qualità generano o subiscono impatti ambientali e sociali.
Gestione dei rischi integrata e supply chain
La domanda centrale diventa: i rischi ambientali e climatici possono compromettere la fornitura di prodotti conformi? La gestione operativa si estende alla catena di fornitura, introducendo criteri di qualifica e monitoraggio ESG dove rilevanti per la continuità e la credibilità.
Obiettivi di qualità e sostenibilità
La norma spinge a misurare ciò che determina davvero la fiducia. Obiettivi come la riduzione degli scarti (qualità) diventano simultaneamente obiettivi di risparmio energetico e riduzione di CO2 (sostenibilità).
Nuove competenze interne
Il sistema richiederà competenze digitali per la data governance e l'affidabilità dei dati, insieme a competenze specifiche sulla sostenibilità per gestire temi come la materialità e i rischi climatici.
Infine, un aspetto cruciale riguarda la comunicazione. Sebbene la ISO 9001:2026 non imponga necessariamente una rendicontazione allineata alla CSRD, la pressione del mercato verso dati ESG robusti è ormai parte del contesto. Per mantenere la certificazione, molte aziende dovranno strutturare processi di raccolta e controllo dei dati coerenti con le aspettative degli stakeholder, poiché questo diventerà un elemento portante della fiducia e della continuità operativa.
Ciò che risulta interessante è che la ISO 9001, apparentemente lontana da sostenibilità e decarbonizzazione, viene integrata con questi temi. In un mercato instabile, essere certificati significa garantire continuità e affidabilità integrando i requisiti di sostenibilità e gestione dei rischi (climatici, energetici e di fornitura) per rispondere alle nuove aspettative del mondo reale.
Quali sono le tempistiche di transizione
Il 2026 non rappresenterà un momento di cambio improvviso, ma l’avvio di una fase di transizione graduale. Per la ISO 9001:2026, la pubblicazione ufficiale è attualmente pianificata per settembre 2026.
Tuttavia, è fondamentale comprendere come funzionerà questo passaggio per non farsi trovare impreparati.
In linea con la prassi internazionale, dopo la pubblicazione seguirà un periodo transitorio di tre anni. Durante questo arco di tempo, le certificazioni rilasciate sulla versione precedente (2015) resteranno valide, dando alle aziende il tempo necessario per adeguarsi.
Anche se la scadenza formale può sembrare lontana, le aspettative degli organismi di certificazione cambieranno molto prima. Già dall'autunno 2026, gli auditor inizieranno a spostare l'attenzione dalla semplice presenza di documenti alla tracciabilità reale tra contesto, rischi, decisioni e controlli operativi.
Molte organizzazioni sceglieranno di attivarsi già durante gli audit di sorveglianza di fine 2026. L'obiettivo non è rincorrere l'aggiornamento formale, ma rafforzare subito la solidità delle proprie evidenze (su temi come clima, catena del valore e integrità dei dati), evitando che piccoli gap si trasformino in criticità una volta che l'asticella delle aspettative di mercato si sarà alzata.
In sintesi, il biennio2026-2027 sarà il momento strategico per lavorare con metodo sul proprio sistema di gestione, permettendo un passaggio fluido alla nuova norma senza l'urgenza dell'ultimo minuto.










