Qual è l’obiettivo della finanza sostenibile e cosa fare per costruire un portafoglio di investimenti sostenibile

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L’aumento di coscienza sulle problematiche legate al cambiamento climatico ha portato governi, istituzioni e aziende a prefissarsi obiettivi sempre più sfidanti, come ad esempio l’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

È sempre più delineata, quindi, anche la necessità di una maggiore sostenibilità nel modo di fare business: da qui l’idea di “finanza sostenibile”.

La missione è far sì che ogni azienda, banca, società d’assicurazioni o singolo investitore possa perseguire i propri interessi finanziari senza andare a discapito del benessere del pianeta e della società, grazie alla costruzione di portafogli d’investimento sostenibili.

Come si fa? Nello studio realizzato da Up2You analizzeremo il concetto di finanza sostenibile, andando a capire quali sono gli incentivi adottati dalla Commissione Europea e a chi si riferiscono.

Inoltre vedremo cosa possono fare concretamente le banche e gli istituti finanziari per raggiungere questi obiettivi nel campo della sostenibilità e trasformarli in un vantaggio competitivo.

Cosa troverai all'interno
  • Una spiegazione di cosa si intende con finanza sostenibile, quali sono i suoi obiettivi e quali sono gli incentivi adottati dall’ UE.
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  • La miglior strategia per un istituto bancario per affrontare il tema del cambiamento climatico.
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  • La soluzione per calcolare in modo facile e veloce le emissioni del proprio portafoglio clienti.
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  • Il caso studio del Gruppo Banca Etica che, insieme ad Up2You, si è già posizionata correttamente nella transizione verso un modello finanziario compatibile con gli obiettivi internazionali.

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Qual è l’obiettivo della finanza sostenibile e cosa fare per costruire un portafoglio di investimenti sostenibile

Cosa si intende con finanza sostenibile? In cosa consiste il piano di azione? Come si crea un portafoglio d’investimento sostenibile? Scopri la guida di Up2You Insight
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Che cos’è il piano d’azione per la finanza sostenibile e qual è il suo obiettivo

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Il programma d’azione prevede 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile da soddisfare in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.

Per raggiungere questo traguardo la Commissione UE ha stimato investimenti annui pari a circa 520 miliardi di euro, per cui è necessaria la mobilitazione delle risorse private oltre che a quelle pubbliche. Anche per questo motivo si delinea sempre più chiaramente la necessità di una maggiore sostenibilità nel modo di fare business, da qui l’idea di “finanza sostenibile”.

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Finanza sostenibile: la missione


La missione è far sì che ogni azienda, banca, società d’assicurazioni o singolo investitore possa perseguire i propri interessi finanziari senza andare a discapito del benessere del pianeta e della società, grazie alla costruzione di portafogli d’investimento sostenibili.

Ciò permetterebbe ai finanziamenti di essere direzionati a favore di progetti che certificano impatti positivi a livello ambientale e sociale, così da velocizzare e sostenere lo sviluppo sostenibile.

Proprio per aiutarti a capire come perseguire i tuoi interessi finanziari senza danneggiare il pianeta, il team di Up2You Insight ha realizzato una guida per sintetizzare le regolamentazioni UE promosse a favore di una finanza sostenibile e chiarire in che modo le banche e gli altri istituti finanziari giochino un ruolo fondamentale in questa transizione, così da poter prendere parte al cambiamento già in atto.

Clicca qui e scarica la guida gratuita

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Piano d'azione della finanza sostenibile

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Finanza sostenibile: quali sono gli incentivi


Negli ultimi report annuali dei rischi e delle vulnerabilità dei mercati redatti dalle principali autorità di analisi finanziaria come Fed e ESMA, il cambiamento climatico è emerso come elemento centrale. Nel 2019 anche la Commissione Europea si è impegnata per una nuova strategia di sviluppo denominata Green Deal, con l’intento di rendere l’Europa il primo continente a zero emissioni nette. Per raggiungere questo obiettivo ha adottato tre importanti incentivi verso una finanza sostenibile:
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  • Tassonomia;
  • Sustainable Finance Disclosure Regulation - SFDR;
  • Corporate Reporting of Sustainability - CSRD.
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Tali direttive operano sui doveri che singole imprese e operatori finanziari sono tenuti a portare a termine per rendere trasparente il mercato, aumentando quantità, qualità e comparabilità delle informazioni, tramite un sistema di classificazione chiaro e condiviso.

Queste 3 direttive vengono affrontate nello specifico nella nostra guida completa sulla finanza sostenibile, in cui approfondiamo gli obiettivi delle direttive, a chi si rivolgono e cosa viene richiesto alle aziende. Clicca il link qui sotto e scaricala gratuitamente!


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Finanza sostenibile: la proposta del Parlamento Europeo


In sintesi, la transizione per cui si sta impegnando l’Unione Europea è quella di valutare le aziende non solo in base alla loro performance economico-finanziaria, ma anche di sostenibilità attraverso un sistema di classificazione condiviso. 

D’altra parte, il piano d’azione previsto per gli obiettivi europei in futuro non riguarderà la sola comunicazione, ma includerà sempre più l’analisi delle azioni concrete delle singole aziende. 

Ne è un chiaro esempio la proposta interna al Parlamento Europeo sulla “due diligence” per la sostenibilità che si sta avviando verso l’approvazione, relativa non solo ad obblighi di carattere informativo, ma anche di gestione.

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Cosa prevede la proposta?


La bozza di legge  prevede il divieto nella stipulazione di rapporti contrattuali con fornitori che non osservano i parametri di sostenibilità espressi dalla stessa. Dunque, se i modelli di business influenzano e sono influenzati da politiche sempre più orientate alla sostenibilità e alla rendicontazione della loro realizzazione, è importante stare al passo con questi cambiamenti. In che modo?
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  • Come singoli investitori, è fondamentale direzionare i propri investimenti verso realtà che si dimostrano efficienti e aggiornate sugli impegni in ambito ESG, per evitare di esporsi a rischi futuri.
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  • Come imprenditori, tracciare nell’immediato un piano d’azione futuro che sia al passo con le regolamentazioni in vigore e preveda la definizione di obiettivi raggiungibili. Il primo step in questa direzione è definire con attenzione metodologie sicure e riconosciute per stipulare il report aziendale di sostenibilità.
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  • Come società finanziarie, comprendere il proprio ruolo all’interno della transizione in atto e muoversi con anticipo per poter sfruttare a pieno le possibilità di un impegno concreto a favore di uno sviluppo sostenibile.

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Sostenibilità ambientale: il ruolo fondamentale del settore bancario 


Come già affermato, sono due le tendenze che il mercato di oggi deve affrontare: 

  • gli effetti sempre più tangibili dei cambiamenti climatici sul sistema finanziario;
  • un'accelerazione della transizione delle politiche nazionali e internazionali a favore di una migliore performance di sostenibilità. 
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In entrambi i casi, gli istituti bancari hanno un ruolo centrale: sia di responsabilità verso la comunità globale nel promuovere e accelerare la transizione, sia nello sfruttare le possibilità che offrono le nuove regolamentazioni. 

Ciò che le istituzioni finanziarie devono tenere in considerazione è che gli attuali standard di sostenibilità non andranno a scomparire, ma, al contrario, diventeranno sempre più stringenti. Raggiungere tali obiettivi nel minor tempo possibile e anticipare i trend, non solo rappresenta un vantaggio competitivo, ma il modo corretto di porsi come protagonisti contro l’avanzamento della crisi climatica. 

Ma come tradurre nella pratica questa volontà? 

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Banche e cambiamento climatico: costruire un portafoglio di investimento sostenibile


La miglior strategia per un istituto bancario per affrontare in maniera responsabile il tema del cambiamento climatico è quella di calcolare le emissioni del proprio portafoglio di investimenti, ovvero la quantità di CO2 sprigionata dall’insieme delle attività su cui si è deciso di investire. In questi casi, in termini tecnici ci si riferisce al calcolo dello Scopo 3. Ciò consente più vantaggi: 
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  • valutare il rischio finanziario associato alle aziende su cui il singolo ente investe, assicurandosi che siano coerenti ai diversi standard. In questo modo non saranno soggette a futuri obblighi normativi e non dovranno affrontare costi aggiuntivi per ridurre le loro emissioni;

  • poter definire obiettivi di miglioramento, andando così a costruire nel tempo un portafoglio sempre più performante e sicuro;

  • dimostrare il proprio impegno nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, così da aumentare la fiducia dei clienti, degli investitori e del pubblico, facilitando la costruzione di una reputazione solida e sostenibile.

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