21.10.2022

Global Warming: quali settori inquinano di più

Il global warming è causato dalle emissioni di gas serra. Ecco quali sono i settori che ne producono di più e qualche soluzione.
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Il global warming è il fenomeno che in italiano definiamo riscaldamento globale. Ci sono delle azioni concrete che possiamo effettuare per ridurne le conseguenze?

Certamente sì. Il primo passo è conoscere a fondo l’argomento. Con global warming si intende il fenomeno di aumento della temperatura media della superficie terrestre rispetto al secolo scorso, come conseguenza dell’emissione nell’atmosfera di quantità sempre crescenti di gas serra. Finora, si stima che in Europa abbiamo raggiunto un livello tra 0,94 e 1,03° C di aumento della temperatura complessiva*. Le conseguenze di tutto ciò hanno un impatto sull’ambiente, sulle specie animali e vegetali e sì, anche sulla vita degli esseri umani. 

L’Unione Europea ha messo in atto già dal 2000 una serie di strategie per mantenere questo aumento delle temperature al di sotto dei 2° C. Nel caso in cui si raggiungesse questa cifra, è stato calcolato che già nel 2050 ben metà della popolazione mondiale si troverebbe a fronteggiare un’emergenza climatica**. D’altronde, gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti oggi, ma ci sono ancora moltissime azioni da intraprendere per ridurre le emissioni di gas serra e di conseguenza contenere il global warming. 

Gas serra, quali sono?

Quando parliamo di global warming parliamo di emissioni di gas serra e della loro riduzione per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Bisogna capire, però, di cosa stiamo parlando esattamente. Anche se spesso viene nominata solo l’anidride carbonica, tutti i gas serra (GHG, Greenhouse Gases) intrappolano il calore e riscaldano la superficie del pianeta. In questa maniera contribuiscono all’aumento complessivo delle temperature.

Il primo accordo internazionale che contiene gli impegni dei paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra, è stato adottato a Kyoto l’11 dicembre 1997 ed è entrato in vigore il 16 febbraio 2005. I gas ad effetto serra definiti dal Protocollo di Kyoto sono:

  • Biossido di carbonio (CO)
  • Metano (CH₄)
  • Idrofluorocarburi (HFC)
  • Protossido di azoto (N₂O)
  • Trifluoruro di azoto (NF)
  • Perfluorocarburi (PCF)
  • Esafluoruro di zolfo (SF6)

Il potenziale di riscaldamento globale (GWP, global warming potential) esprime il contributo all’effetto serra di un gas serra relativamente all'effetto della CO, il cui potenziale di riferimento è pari a 1. Ad esempio, emettere 1 chilogrammo di gas metano equivale ad emettere 28 chilogrammi di CO₂.

Tutti i gas a effetto serra, con i propri GWP, assieme alla CO rilasciata che presenta GWP 1 per definizione, formano l’emissione complessiva di CO equivalente (CO eq). Insomma, si usa la CO equivalente per semplificare i conti e per calcolare le emissioni di gas serra complessive di un’attività, un’industria o un settore produttivo. 

Questa equivalenza permette alle aziende di calcolare il proprio impatto sull’ambiente e a imprenditori, enti istituzionali e singoli cittadini di rimediare all’aumento delle emissioni. Tutte le attività producono CO e altri gas serra, quindi il contributo di ciascuno è importante. Questo vuol dire che, se anche le piccole imprese prendono coscienza del global warming, possono mettere in atto delle strategie per contrastarlo.

Quali sono le attività umane che producono maggiori emissioni di gas serra

Ridurre gli effetti del global warming significa agire alla fonte, prendendo coscienza di quali attività emettono maggiormente CO, riducendole di conseguenza, e intraprendendo iniziative di compensazione, attraverso progetti certificati di offsetting. Un primo passo nella giusta direzione è calcolare la Carbon Footprint dell’azienda. È bene considerare che ogni attività produce necessariamente una certa quantità di CO, ma alcune hanno un impatto maggiore, ed è importante individuarle per saperle contenere. 

Secondo una stima del Parlamento Europeo risalente ai dati del 2019***, il settore con il maggior numero di emissioni di gas serra nell’Unione Europea è quello energetico. Quindi ogni volta che accendi la luce, lo smartphone o il PC stai emettendo CO! A seguire troviamo il settore dell’agricoltura, poi quello dei prodotti industriali e quello del trattamento dei rifiuti. 

Ecco, forse si potrebbe rimanere un po’ confusi davanti al dato sull’agricoltura. Eppure le coltivazioni e l’allevamento producono molte più emissioni di gas serra di quanto si possa pensare. Le mucche (e in particolare le loro flatulenze) sono infatti responsabili del 40% delle emissioni di metano nel mondo****. Un dato che ha portato diversi governi a istituire iniziative per contenere questo tipo di emissioni. In Nuova Zelanda, per esempio, è stata proposta la tassazione per gli allevatori che non controllano le emissioni di gas dei bovini: tassazione che si riflette sul consumo di carne rossa, responsabile di una quota significativa delle emissioni globali. 

Cosa puoi fare tu per ridurre le emissioni di gas serra

Qualunque sia la tua azienda, puoi contribuire a ridurre le emissioni di gas serra in una varietà di modi. Qualunque settore, come abbiamo detto, emette CO e altre sostanze che contribuiscono al global warming, quindi cosa fare per rimediare? Rivolgiti ad Up2You: puoi fare il primo passo in autonomia, calcolando gratuitamente le tue emissioni con il nostro Carbon Footprint Calculator

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Sostenendo progetti di offsetting certificati a tua scelta puoi compensare la CO eq emessa dalle tue attività produttive. 

Se invece cerchi un modo più divertente e giocoso di imparare piccole azioni quotidiane che diminuiranno il tuo impatto ambientale, PlaNet è il prodotto che fa per te. Assieme ai colleghi potrete sfidarvi con missioni e quiz a tema sostenibilità, vincendo premi e scalando le classifiche finali!

Anche gli eventi aziendali possono diventare carbon neutral, così come le emissioni digitali di un’azienda che opera in smart working. 

Contrastare gli effetti del global warming è l’impegno dell’Unione Europea e di tutto il mondo, ma a mettere in pratica le piccole azioni quotidiane, in casa e al lavoro, può essere ognuno di noi. Scopri come, e inizia il viaggio verso la carbon neutrality.

*Fonte: https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180703STO07129/le-soluzioni-dell-ue-per-contrastare-i-cambiamenti-climatici 

**Fonte: https://www.mckinsey.com/business-functions/sustainability/our-insights/charting-net-zero-insights-on-what-the-transition-could-look-like?cid=other-eml-alt-mip-mck&hdpid=ee8b3263-33b4-4dbd-a062-f7c10122018f&hctky=13182081&hlkid=d229541da9d34a4e8669a727ccf79eab

***Fonte: https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/cambiamento-climatico/20180301STO98928/emissioni-di-gas-serra-per-paese-e-settore-infografica?xtor=SEC-169-GOO-[Climate_Change]-[Responsive]-S-[Sitelink

****Fonte: https://www.lifegate.it/nuova-zelanda-tassa-flatulenze-mucche-contro-inquinamento