Sostenibilità nel settore manifatturiero: trend, sfide e opportunità future. Il caso di Alimac Group.

Aggiornato al
25.3.2026
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Come Up2You può supportare la tua azienda a costruire una strategia ESG
edurdo carraturo di alimac su sfondo azzurro
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25.3.2026
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Il panorama industriale sta cambiando: la sostenibilità non è più solo una scelta etica, ma un asset strategico per navigare tra normative stringenti e nuove richieste del mercato.

Il mondo della manifattura sta attraversando una trasformazione profonda, dove l'economia circolare e la responsabilità ambientale sono diventate pilastri fondamentali della governance aziendale. In questo scenario, uno dei temi più urgenti è l’adeguamento ai nuovi standard europei, come per esempio il regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) nel mondo degli imballaggi.

Nonostante la complessità tecnica, per le PMI italiane la sfida è aperta: troppo spesso mancano i dati strutturati per rispondere alle richieste di grandi player e investitori.

Ma quali sono le reali difficoltà che deve attraversare il settore? Come possono le aziende intervenire per rispondere alle maggiori richieste normative?

Per rispondere meglio a queste domande abbiamo intervistato Eduardo Carraturo, EHS & Sustainability Manager in Alimac, azienda leader nelle soluzioni per l’imballaggio secondario, specializzata nella produzione di maniglie adesive e sistemi di packaging innovativi.

eduardo carraturo ehs sustainability manager in alimac

Eduardo, partiamo con una panoramica generale. Quali sono i principali trend legati alla sostenibilità che stanno trasformando il settore manifatturiero e, nello specifico, quello degli imballaggi in cui Alimac opera?

La sostenibilità nel nostro settore non è più solo un tema di "materiali sostenibili", ma un insieme di pratiche e norme precise. Significa rendere chiari e misurabili gli impatti lungo tutta la filiera, dalla produzione fino al fine vita. Oggi il comparto è guidato da dinamiche molto chiare: registriamo innanzitutto una forte pressione da parte degli stakeholder, con i clienti B2B e i consumatori finali che esigono pratiche sostenibili e una reale riduzione dell'impronta carbonica.

Il motivo per cui se ne parla con tanta forza è legato a un mix di conformità normativa e competitività. Parlando nello specifico del settore degli imballaggi in cui operiamo, l'introduzione della plastic tax e di limiti più rigidi sui COV (Composti Organici Volatili) ci spinge a promuovere nuove soluzioni tecnologiche. I grandi clienti multinazionali, richiedono infatti rating ESG rigorosi come EcoVadis. In breve, chi non evolve resta fuori dalle catene di fornitura globali.

Non dobbiamo poi dimenticare l'attenzione verso la salute e la sicurezza sul lavoro e il focus sull'impatto climatico, che impone di migliorare l'efficienza energetica e abbattere le emissioni di carbonio. Giocano quindi un ruolo chiave la ricerca e l'innovazione per creare prodotti sempre più performanti e l'efficienza operativa legata all'automazione, fondamentale per ridurre gli sprechi di materiale.

A proposito di normative, il settore sta guardando con attenzione al nuovo PPWR. Qual è la fotografia attuale e cosa cambierà per le imprese?

I dati e le tempistiche sono piuttosto netti: il nuovo Regolamento Europeo (PPWR) è entrato in vigore l'11 febbraio 2025, ma le sue disposizioni saranno vincolanti dal 12 agosto 2026.
L'elemento critico è che il paradigma cambia: entro il 2030, tutti gli imballaggi nel mercato UE dovranno essere riciclati in modo economicamente sostenibile. Questo impone un obbligo di ecodesign: dobbiamo minimizzare peso e volume degli imballaggi e limitare gli spazi vuoti. È la prova che la conformità non basta più; serve una spinta verso l'innovazione di prodotto che ripensi l'intero ciclo di vita.

Spesso le aziende si scontrano con la frammentazione dei dati. Come si può costruire un linguaggio comune che soddisfi sia gli investitori che le richieste operative del mercato?

La preoccupazione principale per molte imprese riguarda proprio la governance dei dati. Spesso ci si rende conto che le richieste degli azionisti e quelle dei clienti non utilizzano gli stessi parametri, creando cortocircuiti informativi.
Superare questa fase richiede un vero processo di trasformazione culturale. Nel caso di Alimac, il supporto di Up2You è stato fondamentale per passare dal calcolo puro all'adozione di un metodo e di una terminologia tecnica condivisa che ha coinvolto tutta l'azienda. Solo attraverso workshop mirati e strumenti comuni è stato possibile unire i puntini e raccontare il valore aziendale in modo solido e trasparente, trasformando i dati in una leva per prendere decisioni strategiche efficaci.

Analizzando la catena del valore, qual è l'importanza di guardare oltre i confini aziendali per comprendere il reale impatto di un prodotto?

È un passaggio fondamentale. Molte aziende, effettuando il calcolo della propria Carbon Footprint d’organizzazione (Scopo 1, 2 e 3), scoprono che l'impatto maggiore non deriva dalle attività interne, ma risiede proprio nello Scopo 3, ovvero nella catena di fornitura e nelle geografie di approvvigionamento.
Vedere questa distribuzione, permette di spostare il focus strategico: non basta più ottimizzare i propri impianti, serve una consapevolezza diversa nei rapporti B2B e con i fornitori. Utilizzando dati scientifici solidi su tutta la filiera, un'azienda può garantire un vantaggio competitivo immediato, posizionandosi come un partner strutturato e affidabile agli occhi di investitori internazionali.

Guardando al futuro, quali sono i prossimi standard che le imprese dovrebbero iniziare a monitorare per non farsi trovare impreparate?

Non ci si può fermare alla semplice rendicontazione climatica. Il prossimo passo che stiamo strutturando insieme a Up2You è l'integrazione della doppia materialità: analizzare non solo l'impatto dell'azienda sul mondo, ma anche come i rischi ESG (ambientali, sociali e di governance) influenzano la prospettiva finanziaria e la stabilità dell'impresa.
Inoltre, diventerà centrale lo studio del ciclo di vita dei prodotti (LCA) in ottica ecodesign. Grazie al supporto consulenziale, l'obiettivo è anticipare le richieste di riciclabilità e minimizzazione degli sprechi imposte dal PPWR. Non è solo una risposta a un regolamento, ma un'opportunità per evolvere verso un modello di business resiliente e innovativo, capace di generare valore nel lungo periodo.

Come abbiamo visto con Eduardo, il passaggio verso una maggiore circolarità non risponde solo a un obbligo di legge, ma alla necessità di costruire organizzazioni più efficienti, consapevoli e resilienti, capaci di distinguersi in una catena del valore sempre più esigente.

Sebbene la piena applicazione delle disposizioni europee sia prevista per il 2026, la complessità dei nuovi requisiti, dalla minimizzazione degli imballaggi alla rendicontazione accurata dello Scope 3, richiede alle aziende una pianificazione immediata.

Muoversi in anticipo non significa solo farsi trovare pronti per le scadenze legislative, ma trasformare la conformità in un asset strategico per migliorare il posizionamento ESG dell'impresa e consolidare la propria value proposition agli occhi di investitori e stakeholder globali.

Come Up2You può supportare la tua azienda a costruire una strategia ESG

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